L'Analisi tecnica tridimensionale

Fin dai tempi antichi, parafrasando la dottrina tramandata nei Sacri Testi scritti da Professori del mestiere, la ricostruzione di un incidente stradale risultava attendibile grazie ai contenuti tecnici che ribadivano l’utilizzo totale e incondizionato dell’analisi scientifica fine a se stessa, (cinematica – dinamica, ecc.) e mai e poi mai, anche se solo considerate come allegazioni, non avrebbero voluto accettate le eventuali ricostruzioni cinematiche corredate da schede grafiche e analisi ottenute mediante utilizzo di programmi informatici. 
Nel tempo passato tale situazione era la condizione assoluta, i Consulenti Tecnici d'Ufficio, ai fini delle loro risultanze tecniche formali, proponevano ai Magistrati, ai Giudici, agli avvocati, ai clienti privati e alle società di Assicurazione, risultanze tecniche corroborate da opinioni, osservazioni, ipotesi, e respingevano con disapprovazione e disgusto quelle ricostruzioni tecniche elaborate e scientificamente proposte e realizzate con l'utilizzo dell'informatica scientifica dedicata. 
 
Nel tempo abbastanza recente, per fortuna, pochi e temerari Consulenti Tecnici, sempre alla costante ricerca delle verità oggettive e con il rischio di isolarsi professionalmente, hanno posto in atto una silenziosa quanto proficua ribellione a tutte quelle Elite corporative annidate nei vari Albi Professionali istituiti presso i Tribunali Civili e Penali.  
 
Ed è così che, giungendo ai tempi nostri, pur rimanendo fedeli alle Regole Etiche Fondamentali, quelle legate alle ricostruzioni cinematiche ottenute con metodi tradizionali, grazie all'iter formativo di base e l'uso costante delle tecnologia informatiche, i Periti Ricostruttori di Incidenti stradali hanno sperimentato e interpretato tecniche scientifiche evolute e con risultati del tutto apprezzabili, proponendo all'Utenza e in particolare a Magistrati Inquirenti e Giudicanti una maggiore conoscenza e consapevolezza degli avvenimenti tecnici trattati.
 
e per inciso...
"Il guerriero che crede nel suo cammino, non ha bisogno di dimostrare che il sentiero degli altri è sbagliato." (Paulo Coelho)