La UNI 11472 per il rilievo degli incidenti stradali

 

I rilievi costituiscono la fonte di informazione primaria per coloro che hanno il compito di ricostruire la dinamica di un incidente stradale e di valutare il comportamento dei soggetti coinvolti. Solo attraverso l'esame dei rilievi si possono accertare le cause che hanno prodotto l'incidente, risalire ai comportamenti, stabilire le cause (o concause) degli eventi.

La norma UNI 11472 "Rilievo degli incidenti stradali – Modalità di esecuzione", nasce dall'esigenza di uniformare a livello nazionale le modalità di rilievo di un incidente stradale e orientare la raccolta di dati per la sua corretta ricostruzione.

Elaborata dalla commissione tecnica, la norma descrive la procedura per il rilievo degli incidenti stradali ponendo l'attenzione su cosa deve essere rilevato e con quali modalità, affinché tali azioni possano costituire una valida base di partenza per una successiva ricostruzione dell'incidente.

Lo scopo del documento è quello di creare le condizioni affinché il tecnico incaricato della ricostruzione dell'incidente stradale possa operare utilizzando dati il più possibile completi e rilevati in modo corretto.

La UNI 11472 fornisce la sequenza temporale con cui devono essere eseguiti i rilievi, gli elementi da rilevare (tracce a terra, tracce di frenata, abrasioni gommose, incisioni e scalfitture, tracce di liquidi presenti sul luogo dell'incidente, distribuzione dei detriti, indagine sui veicoli), le infrastrutture presenti, la segnaletica... La norma riporta altresì le diverse tecniche di rilievo (descrittivo, metrico, planimetrico) e le modalità per effettuare il rilievo fotografico, che deve fornire sia una visione di insieme che di dettaglio.

Tale norma è rivolta agli operatori di Polizia Giudiziaria, al fine di uniformare a livello nazionale le procedure di rilievo e orientare, quale fine ultimo, tale raccolta di dati alla ricostruzione dell’incidente.

La norma UNI 11472, pur non potendo supplire ad una formazione specifica e all’esperienza, si pone come riferimento nazionale e propone il punto di vista di chi analizza l’incidente, a partire dai dati rilevati, affinché i dati possano costituire una base di partenza ottimale per la successiva ricostruzione dell’evento, tenendo conto dei metodi e delle tecniche di analisi degli incidenti

Il tecnico dell'infortunistica stradale è un professionista indipendente che in ambito giudiziario, nella sua qualità di esperto, ricostruisce la dinamica di un incidente per conto di un'autorità giudiziaria, allo scopo di determinare le modalità e le cause oggettive dell'evento, indagando anche sul comportamento dei conducenti, le condizioni della strada e le circostanze ambientali.

La norma descrive la procedura per il rilievo degli incidenti stradali, ponendo l’attenzione su cosa deve essere rilevato e con quali modalità, affinché tali rilievi possano costituire una valida base di partenza per una successiva ricostruzione dell’incidente.

Dopo avere identificato le fasi salienti di un rilievo di incidente stradale e il loro ordine cronologico, vengono analizzati le tracce e elementi tipici da rilevare, specificandone la tipologia di rilevo da utilizzare e quindi vengono analizzate nel dettaglio le procedure per effettuare i singoli rilievi di tipo metrico, planimetrico, fotografico e descrittivo.

Nella norma vengono identificate le modalità di rilievo, classificate come: rilievi descrittivi, metrici, planimetrici e fotografici; viene anche indicata la sequenza con cui devono essere svolte le operazioni di rilevo, compatibilmente con le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza del luogo dell’incidente, dovuta alla necessità di “fermare” quelle tracce che potrebbero essere alterate dalle successive operazioni.

Grande attenzione viene posta alle tracce e gli elementi che devono essere rilevati, distinguendo tra le tracce a terra, i veicoli, la infrastruttura, i dati relativi alle persone coinvolte ed infine alle condizioni ambientali. Per ognuno di questi, vengono forniti degli esempi, illustrando quale grandezza rilevare dell’elemento e con quale modalità. Ad esempio, quando si parla di linee della segnaletica orizzontale, viene indicato anche a quale punto riferirsi per prendere le misurazioni, ovvero se devono essere prese a partire dal centro della linea, dal margine interno o esterno rispetto alla carreggiata. Questo è un importante aspetto di standardizzazione, che spesso, in mancanza di precisi riferimenti, può portare ad incertezze sui dati anche determinanti. Analoga standardizzazione viene proposta per quanto riguarda la nomenclatura dei danni ai veicoli, oltre alle modalità di rilievo degli stessi.

Nella norma vengono descritte le modalità di rilievo, descrittivo, metrico e planimetrico. Per quanto riguarda i rilievi delle tracce e degli elementi dell’incidente, la norma indica che deve essere utilizzata, ove possibile, la tecnica delle misure ortogonali, prendendo come riferimento la segnaletica orizzontale. Questo approccio costituisce un aspetto innovativo rispetto alla pratica comune, basata invece prevalentemente sull’uso della tecnica di trilaterazione a partire da capisaldi fissi e discende proprio dall’avere adottato come punto di vista nella stesura della norma quello della ricostruzione dell’incidente piuttosto che quello della mera restituzione topografica. Infatti quello che interessa per la ricostruzione dell’evento non è tanto la posizione assoluta della traccia, ovvero la posizione rispetto ad un caposaldo che può essere individuato, ad esempio, nello spigolo di una costruzione, bensì la posizione rispetto alla segnaletica orizzontale. Quest’ultima per sua natura può subire cambiamenti e spostamenti nel tempo, basti pensare ad una trasformazione di un’intersezione con la costruzione di una rotonda, tali da rendere impossibile, a posteriori, risalire all’esatta posizione della traccia con riferimento alle corsie di marcia o alla linea di mezzeria ad esempio.    

Altro aspetto importante nella norma è l’attenzione ai rilevi metrici, effettuati ad esempio sulle lunghezze delle tracce o sulle distanze tra vari elementi, che costituiscono dati di controllo immediatamente utilizzabili nell’analisi cinematica dell’evento. Anche nella descrizione delle tecniche di rilievo fotografico, per le riprese dei veicoli coinvolti, il criterio utilizzato è quello di favorire una valutazione a posteriori dell’energia cinetica dissipata nelle deformazioni dei veicoli, il funzionamento o meno dei dispositivi di sicurezza, le condizioni di visibilità in rapporto allo stato del parabrezza. ecc.

In conclusione, la norma UNI 11472 rappresenta il primo tentativo di standardizzare una pratica svolta da molteplici operatori, con tradizioni, modalità e competenze spesso differenziate, nell’ottica di fornire una base ottimale di dati per la corretta analisi e ricostruzione dell’incidente stradale, sia ai fini del miglioramento della sicurezza stradale, sia per la corretta individuazione delle responsabilità penali e civili dei coinvolti. 

In ogni specie umana sono i solitari a tentare esperienze nuove. Rappresentano una quota sperimentale che va alla deriva.