La " Bozza " del C.T.U. - NON ESISTE - 

Poiché il termine di deposito della consulenza tecnica preventiva ha carattere ordinatorio, la sua inosservanza non dà luogo a nullità ed il Giudice può consentire il deposito della relazione anche dopo la scadenza del termine stesso.

Sicché, la nullità relativa (e sanabile) è ravvisabile unicamente in caso di deposito della consulenza successivamente al termine fissato dal Giudice e meno di dieci giorni prima dell'udienza e cioè in ipotesi che - nel regime relativo alla disciplina dell'art. 195 c.p.c., nella formulazione antecedente alla novella recata dalla L. n. 69 del 2009 - non può verificarsi nel rito ordinario, non essendo ivi contemplato alcun termine legale, analogo a quello stabilito dall'art. 441 c.p.c. per il deposito dell'elaborato.

Tale nullità relativa è da correlare, comunque, al concreto pregiudizio del diritto di difesa, per non aver potuto la parte apprezzare i contenuti della c.t.u. depositata in ritardo e così per non aver potuto apprestare le eventuali repliche tecniche all'elaborato del C.T.U. stesso.

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L’elemento emergente dal formante giurisprudenziale, in quanto la S.C., in tema di consulenza tecnica di ufficio, ha riconosciuto che, a seguito della modifica dell’art. 195 c.p.c. ad opera della l. 18 giugno 2009 n. 69, il CTU è obbligato a fornire ai consulenti di parte una «bozza» della propria relazione, essendo tale attività finalizzata a consentire alle parti l’esercizio del diritto di difesa, come del resto confermato dal fatto che, nel sistema precedente tale modifica, le parti potevano legittimamente formulare critiche solo dopo il deposito della relazione da parte del consulente tecnico d’ufficio.

A seguito della riforma, invece, tutte le eventuali critiche e censure vanno formulate prima che tale deposito avvenga, il che attesta la indubbia natura processuale dei termini che a tal fine la legge preveda che il giudice conceda all’ausiliario ed alle parti, in quanto è a tutti tali soggetti, dal Legislatore, affidato il compito di contribuire, ciascuno per quanto di sua specifica competenza, alla instaurazione e rispetto del contraddittorio processuale, se assunti in violazione del contraddittorio.

La definitiva conferma del fatto che è solo nel corso delle operazioni peritali, del loro svolgimento, che il Legislatore ha previsto sia assicurato e garantito il rispetto del contraddittorio processuale nella fase di formazione della consulenza tecnica d’ufficio e, conseguentemente, del valido esercizio del diritto alla difesa (tecnica) delle parti in tale delicata fase procedimentale.

Questo elemento trova indiretta conferma nell’orientamento della S.C.. secondo cui le osservazioni critiche alla consulenza tecnica d’ufficio non possono essere formulate in comparsa conclusionale – e, pertanto, se ivi contenute, non sono esaminabili dal giudice – perché in tal modo esse rimarrebbero sottratte al contraddittorio e al dibattito processuale.

 Dunque, è il secondo termine previsto dall’art. 195, 3° comma c.p.c., come riformato ex lege 69/09 che individua ed al tempo stesso circoscrive, per le parti, l’ambito di esercizio del diritto alla difesa e del contraddittorio processuale tra le stesse nella delicata fase della formazione della consulenza tecnica d’ufficio, siccome espressamente ed esclusivamente previsto dal Legislatore a tal fine.

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